Un week end forza 4

Un altro week end con il sole nel cielo. Non limpido come lo scorso nel quale scalai il Monte Barro e la Valcava, ma pur sempre meritevole di un giro in bici, di un po’ di fatica e di qualche salita.

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Una foschia bassa e densa avvolge Como quando muovo le prime pedalate seguendo l’argine sinistro del lago. Sono le 9 circa e il traffico fortunatamente è ancora scarno. In un andirivieni di saliscendi, mi lascio alle spalle Cernobbio, Montrasio, Laglio e Biennio, prima di raggiungere Argegno. Qui abbandono la SS340 e inizio a salire con ampi e decisi tornanti verso Castiglione e San Fedele Intelvi. Dopo Castiglione d’Intelvi il lago è ormai lontano e viene rimpiazzato da un bosco più o meno fitto a seconda del tratto. Anche le pendenze si fanno amiche, concedendo 4km di pianura e leggera discesa dal km 8 al km 12. Ben presto però la strada riprende a salire, dapprima con pendenze abbordabili poi, da Lanzo d’Intelvi in avanti, l’asfalto si arrampica non scostandosi mai troppo dall’8%. Percentuale che si fa sentire anche perché Argegno è lontano ormai quasi 20km. A rinfrancare le gambe è però la vista che, metro dopo metro, si apre su uno spettacolo unico e mozzafiato. L’appellativo di “Balcone d’Italia” non è affatto campato in aria. Dalla vetta infatti si può ammirare con stupore il lago di Lugano e la vicinissima Svizzera. Ci si ritrova in effetti su un vero e proprio balcone sul lago, a cielo aperto.
A coronare la già di per sé appagante ascesa, è l’incontro casuale con amici coi quali avevo scalato anni fa lo Stelvio.
Rifocillata la vista, lo spirito e salutati gli amici, non mi resta che scendere dal medesimo versante dal quale sono salito. Purtroppo nella prima parte di discesa l’asfalto è parecchio rovinato, ma nella seconda parte diventa un tappeto pressochè perfetto che necessita poche volte di frenare. Faccio così il mio ritorno a Como dopo 85km, giusto qualche minuto prima che il treno si metta in moto verso casa.

Percorso
Altimetria Sighignola

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Domenica. Un altro giorno, un’altra sveglia all’alba, un altro treno. Questa volta per Lecco, anzi Calolziocorte per la precisione. La prima salita che ho in programma oggi è il Morterone, noto anche come piccolo Stelvio, per la sua caratteristica serpentina che ricorda quella del più grande e impegnativo amico. L’ho già scalato qualche anno fa e so con certezza che non si tratta di un’ascesa impegnativa. Quello che non considero però è che qualche anno fa ero partito da Ballabio (poco meno di 700m d’altitudine), mentre oggi inizio a salire da Lecco (200m sul livello del mare). La differenza è sostanziale: circa 500m di dislivello e 7km di ascesa aggiuntivi. Per altro, non pedalabili e costanti come l’ascesa che porta ai 1100m del Morterone, ma con tratti al 9% e punte al 10! Ignaro di tutto ciò e con il Sighignola di ieri che ancora bussa nelle gambe, faccio un fuorigiri clamoroso che mi porta a Ballabio con la maglia fradicia e il fiato corto. Lentamente rientro nei ranghi, complici le pendenze più dolci. Il cartello del passo mi da il benvenuto dopo 15km da Ballabio (anche se la fine della salita la si raggiunge dopo 9km, in corrispondenza di una costruzione di lamiera. Da li in poi salita e discesa si alternano sino al cartello del passo). Rifletto è penso come in fondo questo piccolo Stelvio, poi tanto piccolo non è, dato che ho percorso 16 km di salita (22 contando il tratto di saliscendi finale) e 900m di dislivello.
Come un nastro che si riavvolge e lasciando i conteggi ai posteri, mi avvio in discesa percorrendo la medesima strada. Torno così al punto di partenza e, senza fermarmi, tiro dritto seguendo i cartelli per Carenno e Erve, le altre due fatiche che ho sul menù di oggi. La prima che scelgo è Carenno: poco meno di 7km, costanti e cadenziati che mi portano ai 627m dell’abitato. Sono ufficialmente provato, ma dopo una sosta alla fontanella di Rossino, imbocco il bivio per Erve e riprendo a salire. Fortunatamente la mia agonia dura solo altri 3km, i primi due scavati nella roccia granitica e costranti tra il 7 e l’8%, l’ultimo attraverso le abitazioni, in falsopiano, fino a raggiungere i 580m di altitudine. L’ultima discesa mi riporta alla stazione di Calolziocorte, dove tutto era iniziato la mattina. Mi ritrovo ancora sul treno con gli occhi che si chiudono, 66km nelle gambe, 3 ascese e più di 1800m di dislivello… Non male per un “piccolo Stelvio”. Non male per un week end forza 4… Salite.

Percorso
Altimetria Morterone
Altimetria Carenno
Altimetria Erve

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