Pedalando Sotto le Stelle

DISTANZA:
197Km
DISLIVELLO:
2000m D+
PARTENZA / ARRIVO:
Belgioioso (PV)
Percorso ad anello.
Vedi mappa percorso
SALITE AFFRONTATE:
Penice Vetta – 1446m

DIFFICOLTA’:*
3
PANORAMI:*
35
ORGANIZZAZIONE:*
45
 

*Valutazioni personali

La luce del sole si veste di narciso dorato quando raggiungiamo Belgioioso, piccolo comune di 6200 anime poco a est di Pavia. Il tempo di scaricare le bici dall’auto che Claudia e io siamo pronti a partire per un altro 200, ma che, a differenza dei precedenti, prenderà il via sul confine della notte.

La manifestazione è organizzata da Mario Rovida e dal suo Asd Velo Club Belgioioso Team Scarini. Si tratta della primissima edizione, o meglio l’edizione zero e purtroppo gli iscritti si contano sulle dita di una mano: Claudia, io, Elena che ho conosciuto durante la RandoGaletti, Agostino, Giuseppe e Salvatore, del quale perderemo presto tracce e notizie. Decidiamo di partire insieme allo scoccare delle 21 e in men che non si dica siamo tra i campi e le risaie dove ho pedalato per anni quando vivevo a Binasco. 

A Spessa Po attraversiamo il fiume, con il tramonto rosso magenta che si riflette nell’inesorabile e lento scorrere delle acque. E’ forse l’immagine più bella di tutto il percorso e meriterebbe senza dubbio una foto, ma l’asfalto tipico pavese, stile groviera svizzero, non permette distrazioni.

Superati i primi 30Km pianeggianti, ecco che la strada prende lentamente a salire, mentre il buio avvolge ogni cosa e i fari delle nostre biciclette illuminano l’asfalto scuro davanti alle ruote. Una rapida discesa ci porta a Pianello Val Tidone, dove veniamo accolti al ritmo degli AC/DC. Brani immortali del rock riecheggiano nell’oscurità del paese in festa e tutto sa di una normalità che sembra da troppo tempo così lontana.
Altro paese e questa volta tocca ai Led Zeppelin fare da sottofondo, mentre scompariamo all’orizzonte.

Presso la Diga del Molato, dopo 57Km, è posto il primo punto di controllo. Sono passato da questa strada svariate volte e, in ogni occasione, mi ripetevo che sarebbe stato bello trovare il cancello aperto per poter vedere il lago di Trebecco frontalmente. Questo desiderio finalmente si avvera perchè la diga viene aperta appositamente per noi. Peccato che il buio nasconda i confini delle acque scure.

Ripartiamo a suon di banane, crostatine e pedali, iniziando l’infinita ascesa (oltre 20Km) che porta al Passo Penice. L’asfalto si arrampica sinuosamente nel fitto bosco e, una volta giunti al valico, la musica cambia registro, con il catrame che dismette i panni del falsopiano e si tramuta in salita con pendenze a doppia cifra. I 3,5Km che portano a Penice Vetta (1446m) sono i più duri, sarà probabilmente per il buio che cela tutto, ma l’ascesa la ricordavo più faticosa.
Lo spettacolo che va in scena in vetta è da lasciare senza fiato: si vede l’intera pianura padana fino a Milano, con la moltitudine di luci che risplendono sulla terra, quasi fosse un cielo stellato capovolto. Tira un’aria fredda lassù, ma un nuovo ristoro ci ritempra.
Sono circa le 3 quando ci copriamo e, con cautela, iniziamo la discesa. Prima di raggiungere Varzi però bisogna lasciarsi alle spalle dei tratti in contropendenza che ci fanno risalire al Passo Scarparina e Passo Vallette di Ceci.
La strada che collega Varzi con Voghera è tutta in leggera, piacevole, discesa.

A Rivanazzano (Km 141) è posto il terzo punto di controllo dove, ancora una volta, ci attende Mario Rovida, stoicamente presente per tutta la notte a ogni ristoro. Avrà mica un gemello?

Il cielo inizia a schiarire, mentre attraversiamo il Ponte Coperto di Pavia, al quale fanno seguito Strada Nuova e il Castello Visconteo. Pavia è ancora avvolta nelle lenzuola e l’idea di farci passare a quest’ora nei punti più significativi della città, è semplicemente perfetta.
Non ci resta che raggiungere nuovamente Belgioioso dove ad aspettarci ci sono le stesse persone che ci hanno atteso, coccolato e inseguito per tutta la notte, con la colazione pronta. A tutti va un sentito GRAZIE e un augurio che alle prossime edizioni vi sia una sentita partecipazione. Se la meritano! Noi di certo non mancheremo.

Sopraffatti dalle palpebre che si fanno pesanti, salutiamo tutti e, avvolti dalla luce zincata del mattino, ci avviamo verso casa.

FOTO:

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