Sul lago di Tramonti

Distanza: 71 Km

Giorni di viaggio: 1

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La mia famiglia materna è di origine Friulana, quella regione che molti non considerano o confondono erroneamente col Veneto o il Trentino. Da bambino passavo i 3 mesi di vacanza estivi lì. Crescendo, ho avuto un distacco da quei posti natii, ma col passare degli anni sto riapprezzando quelle montagne ancora selvagge e diffidenti, un po’ come i suoi abitanti, che celano però un cuore e un animo d’oro.

Mi capita dunque, di tanto in tanto, di farci un giro e questa volta ho deciso di portare con me la bici.

Sabato mattina è una bella giornata nella Val Cellina. E’ ancora inverno, ma il sole caldo lascia presagire un antipasto di primavera.
Deciso a fare un giro, scruto crucciato la cartina, mentre sorseggio il caffè. Una parte di me pensa di rimanere in valle per una pedalata tranquilla, ma l’altra è terribilmente attratta dalle montagne circostanti. Prevale, in parte, la seconda.

Decido di raggiungere il lago di Tramonti, che non ho mai visto, facendo un percorso circolare. Parto da Maniago in direzione Frisanco e la strada comincia subito a inerpicarsi fino a quota 500m.

100_5943Il sole tiepido della vallata è già un ricordo: basta salire un po’ per scorgere la neve ai lati della strada. E non poca. L’itinerario, per lo più all’ombra, porta ancora i segni del ghiacco notturno.

Passo vicino a Poffabro, un borgo molto caratteristico, per poi sbagliare clamorosamente strada e finire, dopo una rampicata breve ma tagliagambe, a un cumulo di case sparse e solitarie: Casasola. Resomi conto dell’errore e maledicendomi, ritorno sulla strada maestra dopo una ripida discesa.

100_5932Arrivo così al lago di Tramonti e, anche se non posso arrivare sulle sponde per via della neve, decido comunque di fermarmi ad ammirare quel lago attorniato da montagne. Sarà che non ci sono abituato, ma è davvero uno spettacolo!
Dopo una pausa riprendo il mio cammino costeggiando il lago che offre viste davvero spettacolari.
Arrivato circa a metà lago, svolto a destra e la strada comincia a salire con decisione.

Dopo un curioso incontro con un cavallo che girava libero in strada e che ha tentato di inseguirmi, raggiungo i 750m, subito dopo Sualdin. Fa davvero freddo, ma la salita ha contribuito a scaldarmi, anche troppo! Passo Pradis, famosa per le sue grotte, e Clauzzetto per rigettarmi poi in una ripida discesa.

Scendendo la neve scompare con l’avvicinarsi della vallata, fino a lasciare il passo a terra e erba. Passo da Sequals, paese noto per aver dato i natali al pugile Carnera, per poi oltrepassare il guado del Torrente Meduna che solca la valle. Osservo le montagne dove mi trovavo prima e tutto sommato mi sento orgoglioso di me.

A passo lento rientro a casa, rendendomi conto che questo Friuli, che ancora non conoscevo, mi piace sul serio.

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