Romeo & Julier… Pass

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Ho aspettato tanto, forse troppo, finchè quel richiamo è diventato bisogno, necesssità, istinto.

La sveglia suona alle 4.15, nell’ora in cui ogni rumore sembra troppo forte. Alle 5 sono già per strada. Prima in auto, poi in bici. Caffè e dentifricio si mischiano nel palato.
Milano è ancora addormentata e sovrannaturalmente deserta coi suoi semafori lampeggianti e poche anime sparse e perse.

Decisamente più viva è la stazione centrale, dove arrivo alle 6.

Alle 8.30 sono a Chiavenna (SO) e il pensiero corre indietro nel tempo, al 2014. Dormii una notte qui, in quella prima parte del mio viaggio tra le alpi. Una notte difficile, turbata da mille pensieri.

Oggi invece sono sereno e sotto un cielo terso e un sole limpido, prendo a salire verso il Maloja Pass. L’ascesa al passo svizzero non presenta pendenze da capogiro, anzi in diversi tratti la strada spiana e lascia il tempo di riprendere fiato e ammirare il bellissimo panorama che tanto mi è mancato. La vera difficoltà è nella lunghezza, perchè a conti fatti, da Chiavenna al passo sono 33km. Gli ultimi 2 – 3 km sono i più duri, ma contemporaneamente i più spettacolari, con un andirivieni di tornanti degni del miglior luna park.

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Giungo così ai 1815m, ma la strada non scollina, anzi procede in falso piano verso St. Moritz. A catturare la mia attenzione però sono i bellissimi laghi che l’asfalto lambisce. Degni delle migliori favole, dei migliori incantesimi e delle migliori leggende.

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A un pugno di km da St. Moritz, a Silvaplana, lascio la strada principale e prendo a salire nuovamente verso lo Julier Pass. Il primo tratto è il più duro e in pochi tornanti i laghi si fanno lividi blu su pelle verde.
Lasciato l’abitato è spettacolo e silenzio, con pochissime auto e imponenti cattedrali di pietra a vegliare sul mio goffo incedere.
Il passo, a quota 2284m, si materializza sotto le mie ruote prima del previsto. Ed è tutto un immenso spettacolo.

“…Julier the dice were loaded from the start
and I bet and you exploded in my heart
and I forget I forget the movie song…”.

Vorrei rimanere lassù, aggrappato alle nuvole immense, ma quando arrivi in vetta puoi fare solo una cosa: scendere. E allora il nastro si riavvolge velocemente con il ritorno a Silvaplana, il falsopiano coi laghi incantati e il prepotente vento che lì soffia sempre contrario, quasi sia un invito a non andarmene. Di nuovo il Maloja e la danza tra i tornanti e, infine, Chiavenna.

No! E’ un finale troppo triste così e allora proseguo, tirando dritto alla stazione dei treni e via verso Samolaco e Novate Mezzola, ultima pozza d’acqua prima di arrivare a Colico, prendere il treno e tornare alla realtà.

“…Julier when we made love you used to cry
you said I love you like the stars above, I’ll love you till I die
there’s a place for us…”.

Il mio percorso
Altimetria Maloja Pass
Altimetria Julier Pass

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