Ripensando a marzo

RipensandoAMarzoSolitamente marzo è per me uno dei mesi più lunghi da passare. Le giornate scorrono lente tra gli ultimi freddi, il buio, le piogge e una bella stagione acora troppo distante.

In questo 2015 invece il terzo mese dell’anno è passato via veloce, seminando per strada la primavera.

E’ arrivato che l’inverno batteva ancora i suoi colpi, con nuvole di fumo che scandivano il mio respiro affannoso del mattino e le nebbia che avvolgeva ogni contorno. Dei primi giorni di marzo ricordo i tramonti, che facevano allungare e impallidire la mia ombra sull’asfalto, mentre io sognavo estasiato davanti a quelle pennellate di magia.

Ricordo il primo sole, quello che ti fa capire che la primavera sta arrivando, ma che è troppo debole per scaldarti le ossa, ancora sotto scacco della stagione fredda.
Nonostante ciò, una domenica di inizio mese ho deciso di andare a scalare il Ghisallo, un po’ pensando che fosse di buon auspicio per la mia nuova bici e un po’ perchè la salita mi mancava tremendamente.
E’ stato salutare, nonostante il freddo preso e la neve ancora viva ai bordi della strada. Il cuore si è scaldato.

Giorno dopo giorno, pedalata dopo pedalata, è finalmente arrivata la primavera e tutto ha cominciato a destarsi dopo un letargo che mi sembrava infinito. Le piante hanno ripreso vita e si sono ben presto tinteggiate di un verde limpido e vivo, quasi accecante, gli uccelli hanno preso a fischiettare con più vigore nel tentativo di conquistare la propria amata. Le nutrie e i conigli sono sbucati dalle loro tane, mentre nei campi cominciano a farsi notare le prime coltivazioni. E’ tornata l’ora… Non ho mai capito se sia quella legale o solare, ma so con certezza che è quella che preferisco. Si, perchè quando torno in casa la giornata mi sembra ancora viva e allora posso fare quattro passi, godermi il tramonto o anche solo semplicemente uscire sul balcone a respirare un po’ di tepore.
Nei navigli è tornata a scorrere l’acqua e, come alla prima di uno stupendo spettacolo, tutto sembra pronto per ripartire, per offrire il meglio di se. Spero di esserlo anch’io e che anche dentro di me sia iniziato il disgelo.

Nei miei giri in sella alla bici, non ho potuto fare a meno di notare la magnolia in fiore, le gemme sugli alberi e tutti gli altri colori e odori che ogni primavera regala. A volte chiudo gli occhi e ispiro a pieni polmoni un po’ di vita.

Così, tra un tramonto e un fiore, tra un prato verde e un cinguettìo, ecco che marzo è giunto agli sgoccioli.
Proprio sul finire del mese è stata la volta della mia prima mezza maratona ufficiale, che ho voluto fortemente fosse la Stramilano, la corsa della mia città.
E’ stata una bella soddisfazione, una bella fatica e una grandissima emozione entrare di corsa nell’Arena e dare un cinque, o regalare un sorriso a tutti i bambini lungo le transenne. E’ stata una splendida giornata di festa, che mi porterò dentro per sempre.

Con queste ultime grandi emozioni marzo è scivolato via, senza far rumore, in silenzio, così come era arrivato. Ci ha lasciato in dono la primavera, una nuova nascita per ogni cosa, un nuovo inizio, un nuovo fiore.
Avrei voluto fermarlo, spiegandogli che forse ero rimasto un po’ indietro e che anch’io vorrei arrivare a un nuovo inizio, a una nuova primavera. Se ne è andato senza degnarmi di uno sguardo, e allora provo io a inseguirlo… Un po’ di corsa e un po’ alzandomi sui pedali.

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