Milano Gravel 5.0

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DISTANZA:
155Km
DISLIVELLO:
250m D+
PARTENZA / ARRIVO:
Turbigo (MI)
Percorso ad anello, a parte il tratto lungo la ciclabile del Naviglio Grande.
Vedi mappa percorso
SALITE AFFRONTATE:
DIFFICOLTA’:
35
PANORAMA:
4

DESCRIZIONE:
Le nuove bici gravel Cube Nuroad Race sono scalpitanti in box e noi impazienti di provarle su un percorso degno di questo nome.

E’ così che nasce l’idea di cimentarci nella Milano Gravel 5.0, iniziativa promossa da Turbolento. 5 percorsi, per buona parte sterrati, dai 45 ai 155Km. La partenza ufficiale sarebbe dalla chiesetta di San Cristoforo (Canottieri Milano), ma visto il periodo funestato dal Covid e la necessità di evitare assembramenti, viene dato l’ok per partire un po’ da dove si vuole a patto di seguire la traccia e fare la foto ai punti di controllo prestabiliti.

Così, domenica 25 ottobre, ancora stralunati dal cambio dell’ora, Claudia e io ci avviamo da Turbigo, intenti a misurarci nel percorso più lungo. Giusto il tempo di attraversare il ponte sulle acque del Ticino, ancora sospinte dalla recente piena, che svoltiamo a sinistra e ci addentriamo tra terra e pozzanghere. Da subito a regnare è la pace e la tranquillità, l’assenza di traffico e la sensazione che ci pervade è quella di allontanarci dal mondo frenetico e chiassoso che ci circonda quotidianamente. Le ruote corrono veloci sulle strade di campagna, mentre gli schizzi di fango colorano le scarpe e la gambe, ritrovandoci ben presto con stinchi a mo di dalmata.

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A Vigevano (35Km percorsi) veniamo catapultati nuovamente nella realtà, facendo l’ingresso nella splendida piazza Ducale. E’ per noi il primo punto di controllo, così ne approfittiamo per una foto e pausa caffè. Ripartiamo lasciandoci alle spalle l’asfalto e addentrandoci nel parco del Ticino, dove a prevalere è l’odore di umido, di bosco, di funghi. Ben presto la strada sterrata lascia spazio a un più tecnico single track, dove le difficoltà maggiori sono rappresentate dagli alberi caduti da aggirare. Senza accorgercene sbuchiamo al ponte delle barche di Bereguardo (57km) dove attraversiamo nuovamente il Ticino, ancora piuttosto alto dalle recenti piogge e, dopo un breve tratto di asfalto, ci riportiamo su carrarecce di campagna che ci portano a Zelata. Catrame e fango si alternano in egual misura, ma la costante è che di traffico motorizzato se ne vede ben poco. Spesso riusciamo a pedalare affiancati, cosa che, quando siamo su strada, ci capita raramente.

Morimondo (79Km) è il terzo punto di controllo. Poca gente nei cortili dell’abbazia, vuoi per il periodo pandemico e vuoi per la giornata grigia tipicamente autunnale che aleggia sopra i nostri caschetti.

Il tratto che ci porta a Gaggiano sono strade zitte che più o meno conosco e che ho già percorso in bici negli anni passati. Lampi di memoria che riportano alla luce ricordi sbiaditi, tra le foglie rossastre d’autunno.
251020_17A Gaggiano attraversiamo il ponte sul Naviglio Grande e puntiamo dritti verso San Cristoforo (108Km), prima periferia meneghina e nuovo punto di controllo.
Qui non ci sono ricordi, ma quotidianità: da qui passo infatti ogni giorno per andare al lavoro.
Incrociamo altri “gravellisti” di ritorno dalla loro avventura. Un cenno di saluto e via, ognuno per la sua strada polverosa. Ripartiamo percorrendo il medesimo tratto di ciclabile a ritroso, ma, alle porte di Gaggiano, svoltiamo a destra inoltrandoci verso Cusago. Imbocchiamo la vecchia strada, oggi pedonale – ciclabile, che porta a Cisliano. Il passato fa nuovamente capolino: da ragazzo percorrevo questo tratto di asfalto spingendo a tutta e staccando gli avversari più o meno immaginari. Il più delle volte erano vecchietti sulla graziella, ma nella mia mente bislacca adolescenziale, erano veri assi della pedivella.

Superato Cisliano è di nuovo sterrato, mentre il cielo lascia filtrare qualche spiraglio di sole ormai sbiadito. La strada si fa presto single track, ma senza presentare alcuna difficoltà.
Raggiungiamo così Doctorbike a Boffalora Ticino (144Km), ultimo punto di controllo nonché fornitore ufficiale delle nostre gravel che ci stanno fedelmente scortando in questa avventura.
Continuiamo per un altro tratto lungo la ciclabile, prima di abbandonarla per un nuovo tratto di sterrato nei pressi di Cuggiono. Il cielo comincia a scurirsi: complice il cambio dell’ora le giornate si sono fatte corte, tristi, fugaci. Raggiungiamo Turbigo dopo 155Km, il Ticino ormai si confonde nell’ombra, mentre noi facciamo lento ritorno al presente, con i nostri pensieri ancora sospesi “tra fango e realtà”.

Un doveroso GRAZIE a Turbolento che ci ha regalato una bella giornata spensierata. Se ne avremo l’occasione proveremo anche gli altri percorsi.

FOTO:

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