Into the gravel

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DISTANZA:
141Km
DISLIVELLO:
250m D+
PARTENZA / ARRIVO:
Parma (PR) / Parma (PR)
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SALITE AFFRONTATE:
– 

Ottobre regala ancora qualche scampolo di sole, ultimi bagliori prima che il freddo e il buio facciano presa. La Nebbiosa, organizzata da Filippelli Vecchia Parma, complice l’annullamento di altre manifestazioni, è il 200 che chiude la stagione ARI 2023. La prova non è valida per il campionato su strada, da tempo ormai chiuso, ma ha il sapore dell’ultimo giorno di scuola: quello dei sorrisi spensierati, dei progetti a volte stralunati per l’anno dopo, del godersi l’ultimo giro di ruota rivivendo un’annata lunga e logorante sulla quale sta ormai calando il sipario. Ci sarà tempo e modo per “le pagelle” di fine anno.

Eccoci anche noi a Parma dunque, non per prendere parte alla randonnée, ma per pedalare tra il fango e la polvere della “Into the gravel”. Il mondo gravel è per noi una disciplina semisconosciuta: ci affascina tremendamente, ma lo pratichiamo solo nella stagione più fredda: quando magari non si ha molto tempo per pedalare, le giornate sono corte, il clima rigido e spingere sui pedali in un bosco o su una carrareccia ci fa sentire appagati e stanchi in meno chilometri. A manifestazioni ufficiali abbiamo preso parte raramente, quindi risulta una sorta di battesimo.

Raggiunta Parma in treno e parcheggiate le bici in hotel, ci godiamo la città a piedi, percorrendo a più riprese le vie del centro per 12Km!

Domenica mattina fuori è ancora buio, l’aria frizzantina, ma i colori intensi del cielo lasciano presagire una bella giornata. Attraversiamo silenziosamente la città ancora trasognata, per raggiungere il punto di partenza, dove i ciclisti si accalcano lungo i tavoli dell’iscrizione come fan in prima fila al concerto di Bruce Springsteen. Non ci aspettavamo così tanti partecipanti a un evento di fine stagione. Salutiamo diversi amici di fatiche e pedalate, ognuno un po’ sorpreso nel notare le nostre bici dalle “ruote grasse”.

Alle 7.30 in punto scatta la partenza per i gravellisti. Gli stradisti della rando dovranno attendere ancora mezz’ora.
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Tagliamo sottilmente come il culatello le vie e i parchi cittadini, fino a lasciarci Parma alle spalle, mentre il sole si alza sereno nel cielo.
I primi chilometri ci tengono quasi sempre su asfalti solitari lontani dal traffico. Raggiunte le sponde del fiume Enza ecco che inizia la ghiaia.
Complici le recenti, copiose, piogge l’attraversamento della riserva naturale Parma Morta ci concia per le feste, ma il gravel deve essere così: pensare di pedalare nel fango e non sporcarsi sarebbe come mettere la camicia bianca il lunedì mattina in ufficio e non macchiarla al primo caffè. Missione impossibile.
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I campi, le cascine più o meno abitate, le carrarecce e single track si alternano con costanza sotto le ruote. I tratti che percorriamo però sono tutti ben tenuti e a parte qualche boccone di troppo di polvere, ce la caviamo dignitosamente. Come ci era già successo in passato, i percorsi gravel hanno la capacità di farti perdere nel giro di poche pedalate, quasi ti portassero in una dimensione parallela. Tutto scorre lento, un po’ per la velocità ridotta e un po’ perché spesso ci si ritrova a pedalare nel nulla, senza un punto preciso da raggiungere.

Abbiamo percorso quasi 100Km quando raggiungiamo il punto di controllo e ristoro, dove ci attendono svariate prelibatezze. Custodiamo con riservatezza il fatto di essere entrambi vegetariani e ci concentriamo sulla focaccia e grana padano!

Siamo pronti a ripartire, direzione Colorno, che raggiungiamo dopo una ventina di chilometri più o meno divisi tra asfalto e ghiaia. Ero già passato da queste parti con la 1001Miglia, solo che allora era notte fonda e non avevo potuto ammirare pienamente la bellissima reggia.
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Il tempo di un caffè ed eccoci di nuovo in sella a faticare sullo sterrato che costeggia il torrente Parma e che ci accompagna fino alle porte della città. L’ultimo tratto prevede l’attraversamento del parco Ducale, colorato da famiglie sorridenti che si godono il sole della domenica pomeriggio. Ormai riconosciamo la strada, già percorsa questa mattina e capiamo che l’arrivo è vicino.

Tagliamo il traguardo dopo 141Km, non troppo prima che gli stradisti comincino ad arrivare alla spicciolata. Riusciamo a salutare ancora qualche compagno di sella e ringraziare gli organizzatori, prima di avviarci in stazione con le nostre bici infangate. Anche noi non siamo troppo puliti onestamente, ma fortunatamente è domenica. La camicia bianca la teniamo da parte per domani!

FOTO: