All’inseguimento delle pietre verdi

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No, non siamo sul set del noto film di Robert Zemeckis del 1984. Anche perchè se con un po’ di immaginazione si potrebbe accettare di buon grado Claudia, che mi fa da guida in questo giro, nelle vesti di Kathleen Turner; di certo non si potrebbe contemplare, neanche dopo un numero indefinito di bicchieri di vino, di vedere me nei panni di Michael Douglas.

Più semplicemente, si tratta di un giro nella Val Verzasca, nel Canton Ticino appena oltre il confine Svizzero, nota per il colore del torrente che la solca. Addirittura, l’estate appena trascorsa, lessi un articolo che descrivevano la zona come “le Maldive di Milano”. Onestamente non capisco cos’abbia a che fare con le Maldive e con Milano, ma tant’è.

La nostra pedalata prende il via da Quartino, piccola stazione dei treni facilmente raggiungibile con il Tilo. Un’alternativa potrebbe essere anche quella di partire da Bellinzona, se più comoda.
Attraverso la ciclabile, ben visibile e segnalata, raggiungiamo Gordola, dove abbandoniamo la strada principale per iniziare a risalire la valle. Le prime rampe, quelle che conducono alla diga, sono le più impegnative con punte che raggiungono anche il 14%. L’agonia però non dura troppo perchè, dopo un paio di km, la salita si fa decisamente più abbordabile e il peggio è già alle spalle.

A quota 477m si raggiunge la diga dove, per rimanere in tema di film, Claudia mi spiega siano state girate alcune scene del film ‘Agente 007 GoldenEye’. Penso istintivamente che se di certo non potrei cimentarmi nei panni di Michael Douglas, ancora meno potrei farlo in quelli di Pierce Brosnan!

Ripartiamo. Ad attenderci ci sono diverse gallerie (non troppo lunghe e ben illuminate, ma le luci le consiglio comunque), che racchiudono continui scorci sul torrente verdeggiante. I turisti si godono il bel sole, sdraiati sulle pietre che sbucano dalle acque cristalline come isolotti in un arcipelago.

Il punto clou della valle è Lavertezzo, che si raggiunge dopo 11km di facile ascesa a quota 535m. Lo spettacolo è unico e a caratterizzarlo ancora di più è il ponte di pietra senza tempo che unisce le sponde.
Le mie pause sono continue, con l’intento di ammirare quello spettacolo che vorrei immortalare… Se non fosse che mi sono dimenticato il cellulare!

Sempre con pendeze più simili a un falsopiano che a una salita, proseguiamo fino a Sonogno (quota 916m che si raggiunge dopo 25km). Da Lavertezzo in poi i turisti si dissolvono come piumini nel vento e anche il torrente perde il suo fascino unico, tramutandosi in un corso d’acqua basso e non troppo ribelle. Anche la strada ci impone di fermarci, girare le bici e ritornare sui nostri passi… O meglio sulle nostre ruote.

La leggera discesa fino a Gordola si esaurisce velocemente. I km percorsi sono poco più di 50 e qui ognuno può decidere di pianificare la propria escursione come meglio crede, a seconda del suo tempo e distanza. Noi decidiamo di rientrare in Italia seguendo le sponde del lago Maggiore che, vista l’ora di pranzo domenicale, sono poco trafficate. Ci godiamo così le carezze del sole e gli scorci sul lago.

Passiamo da Laveno-Mombello e istintivamente penso a Renato Pozzetto e al suo ‘Sono fotogenico’…. Forse questo mi si addice decisamente di più!

Altimetria Val Verzasca
Il mio percorso

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