Attrezzatura: bici, borse, luci

Bicicletta.

290619_8200 e 300km le puoi percorrere con la bici che utilizzi abitualmente. Sia essa da corsa, da cicloturismo, gravel o altro. Non ti serviranno particolari bagagli: se non qualcosa per coprirti se dovesse piovere o fare freddo e un paio di luci (per la 300) nel caso in cui dovessi fare tardi. Puoi anche valutare in base all’ora di partenza e al meteo cosa portarti. Di solito, per queste distanze, io monto al massimo una borsa da manubrio.

Al contrario, man mano che le distanze si allungano, dovrai prevedere un mezzo che prediliga la comodità alla prestazione. Dovrai stare seduto in sella molte ore e non terrai una velocità elevata. L’ideale, dal mio punto di vista, è una bicicletta che coniughi più aspetti: comodità prima di tutto, resistenza e leggerezza. Una bici da corsa “pura” tende a prediligere la prestazione e se può essere ottima per le granfondo o per le tue uscite di diverse ore; lo stesso non si può dire per le distanze che si svilupperanno su più di un giorno. Ti garantisco che dopo aver passato più di 20 ore in sella quasi ininterrotte, non sei proprio fresco come un fiore appena sbocciato: il corpo comincerà a protestare e pensare di essere su una bici “scomoda” aggraverebbe solo i tuoi dolori. Inoltre, cosa non trascurabile, avrai bisogno di caricare qualche borsa sulla tua bici, cosa che non va molto d’accordo con manubri e canotti sella in carbonio. Altro aspetto da tenere presente è che con l’allungarsi delle distanze dovrai probabilmente prevedere anche un dinamo a mozzo per ricaricare i tuoi dispositivi. Dunque? Cosa fare? Il mio personale consiglio è: per avvicinarti a questo strano mondo, nei 200 e 300 km, utilizza pure la bicicletta che hai, che conosci e con la quale hai già fatto diverse esperienze. Se poi deciderai di allungare le distanze, varrà la pena considerare seriamente la possibilità di optare per una bici comoda (in aggiunta o in alternativa a quella cha hai già), robusta e senza troppi fronzoli. Lo so: bello il cambio elettronico, i tubeless e l’ultimo telaio monoscocca in carbonio che hai visto…. Ma a te serve una bici che resista alle lunghe sollecitazioni, che sia facilmente riparabile in caso di imprevisto e sulla quale stai comodo.

Borse
BorseSmarcata la questione bicicletta, cominciamo a parlare delle borse. Ho visto di tutto: borse da viaggio su portapacchi, zaini caricati sulle spalle e gente senza bagagli come se dovesse fare una scampagnata di poche ore. Allungando le distanze e dovendo prevedere di trascorrere almeno una notte in sella (quindi parliamo dalla 400 in poi) dovrai considerare due aspetti: la possibilità che piova e la possibilità, soprattutto la notte e soprattutto se ti alzerai di quota, che faccia freddo. Come ognuno preferisce fronteggiare il freddo e la pioggia è soggettivo, ma direi che almeno una mantellina, una fascia per il collo / testa e un paio di guanti dovrai portarli con te (volendo anche manicotti / gambali / copriscarpe). Inoltre, per pedalare la notte, dovrai avere o le bretelle (meglio perché occupano poco spazio) o il giubbottino rifrangente. Ora che hai tutto l’occorrente per fronteggiare il buio, il freddo e la pioggia, sei pronto per la 400. Per la 600 e over1000 dovrai invece calcolare anche qualcosa per lavarti (docciaschiuma / sapone, spazzolino, dentifricio, ciabatte, asciugamano in microfibra) e magari un ricambio. Dove riporre tutto questo? Ti sconsiglio vivamente uno zaino da mettere in spalla perché, anche se inizialmente non ti darà noia, dopo un po’ lo sentirai eccome. La soluzione che va per la maggiore e che personalmente adotto anch’io sono le borse da bikepacking. Nella configurazione “tipo” si avrà una borsa da manubrio (tenendo conto che non vada a ostacolare le luci), una borsa da telaio agganciata al tubo orizzontale, una borsa sottosella. Se montarle tutte o meno è soggettivo, in base a quello che uno vuole portare con sé e a come è più comodo. Personalmente io monto una borsa ‘Ultimate 6 M Classic’ della Ortlieb a manubrio. E’ più una borsa da cicloturismo, ma mi trovo comodo perché mi permette di tenere a portata di mano e recuperare facilmente le cose di prima necessità, di fissare eventualmente il roadbook e di sganciarla in pochi secondi quando parcheggio la bici. Sottosella monto la borsa M sempre della Ortlieb. La borsa da telaio di solito non la metto.
Ci sono diverse marche e dimensioni di borse da bikepacking, valuta tu quelle che preferisci, l’unico consiglio che mi sento di darti, è di verificare che siano impermeabili (waterproof).

Una menzione va fatta per il bagdrop, ovvero il trasporto di una piccola borsa a un certo punto del percorso. E’ un servizio, a volte compreso nell’iscrizione altre facoltativo da pagare a parte, che viene offerto in alcune 600 (soprattutto quelle che prevedono un percorso circolare o di andate e ritorno) e in quasi tutte le over1000. Personalmente lo utilizzo e lo trovo molto comodo. Mi permette di inviare a metà strada viveri, ricambi, pile di scorta e tutto quello che non è strettamente necessario mi porti dietro, ma che potrebbe servirmi. Ovviamente la borsa che viene spedita non è molto grande, ma si riesce a farci stare lo stretto necessario.

Luci
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Pedalare la notte su una strada buia di campagna o di montagna, non è come pedalare in un centro abitato con le strade mediamente illuminate. Spesso ci si trova nel buio più completo. Vien da sé come sia necessario dotarsi di una luce che permetta di vedere, oltre che di essere visti. A tal proposito, trovo molto esaustivo questo articolo di Bikeitalia.it che linko qui

Dunque avremo bisogno di luci mediamente potenti che ci permettano di vedere dove andiamo e che abbiano una durata prolungata, dovendo spesso pedalare per tutta la notte.
Per questo secondo aspetto, un tempo era necessario munirsi di un dinamo che tenesse alimentata la luce. Oggi la tecnologia ha fatto grandi progressi e tramite le luci a led si possono avere ottimi fasci luminosi, con durata di molte ore o addirittura giorni. Certo non sono luci economiche, ma credo che su una cosa tanto importante sia opportuno non lesinare. Sicuramente, guardando in internet, troverete luci potenti a “buon mercato”. Diffidate, o meglio controllate l’effettiva durata. Personalmente, sia per la luce anteriore che per quella posteriore, mi sono affidato alla Cateye con due luci da 800 lumen (nel momento in cui una si scarica, la sostituisco con l’altra mentre questa si ricarica). Per la luce posteriore invece monto un faro Omni 3 sempre della Cateye. Non è ricaricabile, ma con 2 batterie mini stilo AAA ha una durata di 150 ore in modalità lampeggiante e 100 ore in modalità fissa. Portandomi dietro due pile di scorta, posso stare tranquillo. Nell’acquisto del faro posteriore, controllate la durata in modalità fissa, in quanto in alcune prove, una su tutte la Parigi – Brest – Parigi, non è consentita la modalità lampeggiante per evitare di dare fastidio al ciclista dietro, causa di penalizzazione.

Un ultima luce che utilizzo, è la luce frontale, che fisso sul caschetto con dei velcri. Mi sono affidato alla Petzl, una garanzia. Lo utilizzo prettamente in caso di intervento meccanico sulla bici di notte, per cercare gli oggetti nella borsa, guardare la cartina, ma soprattutto in discesa: la luce anteriore mi permette di vedere la strada sulla quale sto scendendo, mentre quella frontale mi permette di visualizzare il tornante successivo volgendo lo sguardo.

Navigatore / Caricatori
Navigatore
Nelle maggior parte delle randonnèe i percorsi sono frecciati: con frecce di un determinato colore (con una sigla accanto di solito) che vi indicano la direzione da seguire. Vi renderete subito conto come, soprattutto di notte, muoversi seguendo le indicazioni sull’asfalto non sia il massimo. Ma, a dire il vero, neanche di giorno: mi è capitato di sbagliare strada causa un’auto parcheggiata sulla freccia e vi confesso che aggiungere 4km di salita ai 400 che stavo già percorrendo, non è stato simpatico.

Per i romantici c’è il vecchio caro roadbook: un foglio di carta da attaccare alla borsa anteriore con scritte tutte le svolte da seguire. Richiede una discreta attenzione e, la notte, non è il mezzo più indicato. Vi confesso di averlo usato per anni, anche in percorsi over1000, ma provato il navigatore non sono più tornato indietro. Di cosa si tratta? E’ un dispositivo sul quale trasferire la traccia del percorso da seguire. Alcuni dispositivi più evoluti integrano navigatore e ciclocomputer. Personalmente ho preferito tenerli distinti, affidandomi al Garmin Etrex 20, dispositivo non studiato esclusivamente per la bicicletta, ma col quale mi trovo benissimo. Monta 2 batterie stilo, ma durante una randonnèe, lo tengo sempre collegato con il dinamo a mozzo. Per caricare gli altri dispositivi (luci, smartphone ecc..), mi servo invece di un power bank che porto con me nei percorsi oltre i 400km. Per una panoramica di massa sui navigatori, vi consiglio questo articolo.

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