Alimentazione

AlimentazioneCredo sia uno degli aspetti più difficili da dipanare perché ogni fisico reagisce in modo diverso, ha abitudini diverse e questo prevede che ogni randagio faccia un po’ di esperienza sulla propria pelle. Col tempo ognuno creerà la propria, valida, filosofia di alimentazione. Personalmente credo di aver raggiunto il mio equilibrio, anche se, soprattutto sulle lunghe distanze, la crisi è sempre dietro l’angolo. Quello che riporto di seguito è come mi muovo io, poi da qui ognuno è libero di adottare le proprie varianti, in base a come preferisce e sentendo anche esperti che sicuramente ne sanno più di me.

Faccio subito una premessa: sono vegetariano, quindi non mangio carne e pesce, di conseguenza non troverete nell’elenco delle cose che assumo panini con affettato per esempio, cosa validissima, ma che non rientra nella mia alimentazione. Questo, a volte, mi crea problemi ai ristori, ma col tempo ho imparato a cavarmela anche lì, ripiegando su quello che c’è.

Inutile variare più di tanto la propria dieta qualche giorno prima di un impegno e altrettanto inutile mangiare 2Kg di pasta la sera prima della rando. Il fisico ha bisogno invece di regolarità, quindi meglio non discostarsi più di tanto dalle proprie abitudini alimentari. Se siete prossimi ad affrontare un impegno su più giorni, meglio piuttosto cercare di integrare con quello che di solito, per strada, si trova meno, come frutta e fibre in generale.

Cominciamo, prima di affrontare il “cosa”, a parlare del “quando” e “quanto”. Quando e quanto mangiare durante una rando? Di massima dico: spesso e poco. Spesso perché lo stomaco non deve cadere in quel pozzo senza fondo della crisi di fame, dalla quale è difficile poi uscirne; poco perché appesantire troppo lo stomaco, vuol dire impegnare il fisico nella digestione, togliendo afflusso di sangue ai muscoli. In linea di massima, la mia regola generale è: fare uno spuntino una volta all’ora, cercando di incastrare in questi tempi i ristori lungo la strada. Bere spesso, a piccoli sorsi, personalmente quasi esclusivamente acqua.

Passiamo ora al cosa. Barrette, gel, sali? Non puoi pensare di percorrere centinaia e centinaia di km come se fossero l’uscita di giornata. Così puoi portare a casa una 200, ma già per una 300 avrai bisogno di “cibo vero”. E poi: non ti serve ciò che ti da spunto immediato, ma ciò che ti dona energie prolungate nel tempo.

Poi c’è anche un altro aspetto: ciò che assumi, ciò che mangi, deve darti anche soddisfazione. Io di solito prendo gli spuntini come dei premi che mi ritaglio man mano che macino km.

Barrette? Sì, ma non troppe. 4/5 al massimo, possibilmente di quelle che preferisci, anche se hanno meno carboidrati di altre meno gustose. Gel? Me ne porto uno di solito e non lo uso quasi mai: lo prendo solo se sento che le energie stanno finendo e manca poca strada. Sali? Quasi mai, solo se fa tanto caldo e mai più di una pastiglia al giorno sciolta nella borraccia. Cosa allora? Cerco di alternare, per non abituare il palato e lo stomaco allo stesso sapore. Passo dalle crostatine, ai pezzi di focaccia/pane con la marmellata, frutta disidratata, frutta secca, pezzetti di grana, cioccolato…. Tutto rigorosamente alla rinfusa 😀 Se lungo la strada poi ho la fortuna di trovare frutta, gelati, yogurt o altro che mi aggrada, non me lo lascio scappare.

Sulla distanza di 600km, va considerato anche di fare un pasto vero e proprio durante la giornata, anche solo per staccare un attimo. Di solito, se la rando parte al mattino presto, si tende a far coincidere il pasto con metà percorso o poco più, aggiungendo qualche ora di sonno.

Sui 1000 e over1000, quindi distanze che richiedono un impegno di più giorni, di solito mi muovo così: per il giorno della partenza mi porto panini, crostatine, grana e quanto sopra descritto. Una serie di spuntini per superare le prime ore, o la prima notte insomma. Poi tendo a far coincidere le pause con colazione (1 o 2 a seconda), pranzo e cena. Ovviamente non si ha la possibilità di fare a ogni sosta un pasto vero e proprio, ma tendo a mantenere la regolarità dei pasti. Per quanto possibile (magari puntando sui supermercatini) cerco di non farmi mancare frutta e verdura, a pranzo soprattutto. I soliti spuntini che mi porto dietro, mi servono soprattutto per la notte, quando negozi, pasticcerie, supermercati e bar, solitamente sono chiusi o irreperibili sul percorso.

Oltre alla crisi di fame, spesso capiterà di dover fronteggiare anche la crisi di sonno. Si possono trovare diversi prodotti con una buona quantità di caffeina, ma personalmente preferisco trovare un bar per un buon caffè e una brioche calda. In casi estremi, ho visto persone bere caffè e cocacola insieme. A proposito di cocacola, addentrandovi in questo strano mondo vi capiterà di vedere randagi mangiare patatine in sacchetto e bere cocacola, che a pensarci, nel bel mezzo di una lunga pedalata, non ispirano molto. E’ però una sorta di “rimedio della nonna” per immagazzinare rapidamente sali e zuccheri quando la benzina volge al termine.

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