Randonnée del Garda

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DISTANZA:
209Km 
DISLIVELLO:
1700m D+
PARTENZA / ARRIVO:
Sommacampagna (VR)
Percorso ad anello.
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SALITE AFFRONTATE:
Passo Campiano – 375m

DIFFICOLTA’:*
35
TRACCIATO:*
25
PANORAMI:*
35
ORGANIZZAZIONE:*
35

*Valutazioni personali

La sveglia suona presto, le gambe tambureggianti sotto le lenzuola ancora affaticate dai 200Km del giorno prima, le auto che sfrecciano verso l’ignoto disegnando una scia sull’asfalto ancora bagnato dalla copiosa pioggia notturna.

Non c’è spazio però per troppe considerazioni: Claudia e io abbiamo giusto il tempo per vestirci e fare colazione col nostro personalissimo “Kit da viaggio del randagio” (bollitore, caffè solubile, latte e cereali), prima di lasciare la camera dell’albergo che, fortunatamente, è a pochi passi dalla partenza. Alle 6.30 eccoci al ritrovo presso la regale settecentesca Villa Venier di Sommacampagna, mezz’ora più tardi siamo pronti a partire sotto un cielo indeciso tra far filtrare qualche raggio di sole o riversare qualche scroscio di pioggia.

Nella prima parte il tracciato risale la val d’Adige alternando tratti di ciclabile alla SP11.
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Sono zone dove spesso ho pedalato e che percorro sempre volentieri. I primi chilometri li trascorriamo in piacevole compagnia di Donato Agostini, con il quale ricordiamo le reciproche (dis)avventure di questo lungo e impegnativo anno di randonnèe e notti insonni, ma che, lentamente e un po’ malinconicamente forse, sta arrivando a fine stagione. 

A Mori (TN) dopo un tratto di strada vietata alle bici che forse il tracciato poteva evitare a favore della ciclovia, imbocchiamo la bella e tranquilla ciclabile che ci accompagna al controllo di Loppio, dopo 67Km. Donato, anche lui ieri impegnato in un’altra rando, ha bisogno di fermarsi un po’, così ci salutiamo dandoci appuntamento a più tardi o alle prossime occasioni. Ripartiamo e, come spesso accade in questo strano mondo, senza alcun accordo, si forma un piacevole gruppetto con Claudia, io, Giuseppe, Fabio e Niccolò.

A Nago-Torbole ci affacciamo per la prima volta sul lago di Garda e, oltre ad ammirare lo splendido panorama, ci rendiamo conto che i nuvoloni sopra i nostri caschetti non promettono nulla di buono.
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Per lo meno, fino a questo momento, il cielo ha trattenuto le lacrime, non possiamo che sperare continui così.
La SS249 che segue la costa orientale del lago, in prossimità dei centri abitati è quasi sempre trafficata, costringendoci spesso a rallentare. A Campagnola la abbandoniamo momentaneamente prendendo a salire verso l’unica vera ascesa di giornata (per il resto sono tutti saliscendi più o meno impegnativi) che porta, attraverso una serie di tornati, ai 375m del Passo Campiano. Sfortunatamente è proprio in questo frangente che il cielo si lascia andare a un pianto via via più insistente e disperato. Fatto ritorno sulla Gardesana Orientale la pioggia e il traffico ci obbligano a prestare la massima attenzione e a non godere dei panorami e delle viste che via via si aprono. A Bardolino la coda di auto è di diversi chilometri e l’unico pensiero che occupa le nostre teste in quel momento è quello di toglierci da quel caos il prima possibile.

Fortunatamente, superata Peschiera del Garda il traffico si scioglie come cioccolato a bagnomaria e anche la pioggia cede il passo a un tiepido e incredulo sole, mentre ci inoltriamo nella seconda parte di randonnée costellata da sinuose collinette e vigneti. Ad asciugarci definitivamente ci pensa il vento che, fino a Centenaro, secondo punto di controllo dopo 163Km, ci spinge col suo respiro. Sfortunatamente però, superato il check point, il percorso cambia direzione, ma Eolo no! E’ così che, dopo i primi chilometri con il vento laterale, ci ritroviamo con l’aria dritta in faccia, quasi madre natura avesse deciso di non farci arrivare al traguardo.

A Valeggio sul Mincio (Km 195), proprio mentre cominciamo a fare il conto alla rovescia dei chilometri che mancano, ecco che un prepotente rovescio ci viene servito direttamente dal cielo con pioggia battente e vento a spartirsi la scena. Gli ultimi sforzi sono un misto tra una danza tribale e il surf, ma a ripagarci di tutta la fatica è lo splendido arcobaleno che si staglia davanti ai nostri occhi umidi e increduli.
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Il traguardo è ormai all’orizzonte e lo raggiungiamo, fradici, dopo 209Km.
Gli organizzatori ci accolgono con tutto il calore possibile, a suon di polenta e costine… E chi glielo dice ora che siamo vegetariani? 😀

Non ci resta che fare una foto ricordo tutti insieme, da conservare nell’album della memoria.

FOTO:

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