1 Stelvio x 2

1sx2copLa Stelviobike è diventata ormai un appuntamento fisso. Vuoi per una sorta di devozione verso il “gigante buono” che sento dentro, vuoi perchè la mia passione per le vette è iniziata da qui. E’ un anno ormai, dalla scorsa Stelviobike, che sogno questo giorno, per tentare qualcosa che fino a pochi anni fa sarebbe stata per me impensabile.

Venerdì 26/08/16: Milano – Tirano – Bormio

1sx2_1Si preannuncia un week end senza nuvole e con tanto sole. Sono passate le 13 da qualche minuto, quando esco con mezza giornata d’anticipo dal lavoro e pedalo verso la stazione centrale. Mi muovo nello scarno traffico cittadino d’agosto, ma con la testa sono già in Valtellina.
Il sentiero valtellina l’ho percorso ormai diverse volte eppure in ogni occasione riesco a scoprire un pezzo nuovo o a perderne uno vecchio. Ad ogni modo, ciclabile o no, ormai la strada la conosco e giungo a Bormio nel momento in cui il sole si spegne dietro alle montagne. Saluto il “gigante buono”, auspicando che sia clemente domani.

Sabato 27/08/16: 1 Stelvio x 2

1sx2_2Mi sveglio più volte durante la notte. Dalla finestra sul tetto della mia stanza vedo le stelle. Sogno ad occhi aperti quello che mi aspetta…

Sono circa le 8.30 quando monto in sella e mi avvio nella lunga scalata verso il cielo. Con me ritrovo tanti compagni di viaggio che invadono festosamente i versanti dello Stelvio. Niente auto oggi, niente moto, solo rumore di catene tirate, fiati corti, parole sussurrate tra un respiro e l’altro e risate. E’ un lungo serpente colorato a pedali quello che da Bormio sale verso il Passo e dal versante Trentino è la stessa cosa.
Da Bormio al passo sono 22km, 36 tornanti numerati, 1500m di dislivello.
A 3km dal valico, trovo il rifornimento e lo svincolo per il Giogo di Santa Maria. Per quello che ho in mente potrei imboccare subito quella strada. Invece no: voglio percorrere 2 volte la salita dello Stelvio da ambo i versanti e voglio farlo per intero. Percorro così i 3 km restanti e arrivo lassù, dove biciclette e ciclisti si incontrano come in una Woodstock di montagna. Ognuno racconta la sua esperienza, ognuno è fiero di se per essere arrivato lassù. Mi sposto a piedi più in alto per fare tesoro di quell’impressionante combutta di malati del pedale dei quali faccio parte.

Mi copro e giù in discesa dal medesimo versante. Rifatti i primi 3km, questa volta imbocco la strada per il versante svizzero, insieme ad altri ciclisti che tramite il versante elvetico tornano a casa in Trentino. L’escursione Svizzera dura poco poichè i km scorrono veloci sotto le ruote e in poco tempo mi ritrovo di nuovo in Italia, questa volta in Trentino.
A Prato allo Stelvio la strada riprende nuovamente a salire. Sono le 13.30 circa e il carrozzone festante a pedali viaggia in senso opposto al mio. Buona parte dei ciclisti, raggiunta la cresta del gigante buono, fanno il loro orgoglioso ritorno a casa con una bella storia da raccontare.
A salire sotto il sole cocente siamo in pochi, sognanti, temerari.
Da Prato allo Stelvio al passo sono 25km, 48 tornanti, 1750m di dislivello.
Mi lascio alle spalle Gomagoi, Trafoi e nonostante la stanchezza che si fa sentire nelle gambe, ho buone sensazioni.

1sx2_3Sensazioni che però evaporano come il vino sul risotto ai -12km dalla vetta. Buio pesto. Si accende improvvisamente la spia della riserva. Guardo gli altri avventurieri: viandanti ciondolanti che inseguono un sogno assurdo. Chi più chi meno, ognuno ha il suo bel bagaglio di fatica e sudore sulle spalle. Più di qualcuno addirittura scende di sella e sale a piedi con bici a mano. Massimo rispetto perchè comunque non mollano. I sorrisi e le parole della mattina sul versante opposto, si sono tramutati in silenzi mistici, gocce di sudore e anima, sospiri esalati senza energia.
Trovo un rifornimento. Sono quasi le 15.30 ormai, alle 16 la strada riaprirà alle auto. Stanno ormai smontando, ma riesco a racimolare una decina di zollette di zucchero e un paio di bicchieri di succo di mela. Butto giù tutto e via di nuovo. Tutto sembra cadere in un pozzo senza fondo, come un sasso lanciato in un precipizio scuro, ma anche se impercettibilmente mi riprendo e arrivo ai -5km. Qui è di nuovo buio. I viandanti che percorrono il mio stesso cammino, sono anche loro anime dannate che scontano la propria pena soccombendo di fatica sotto le pendenze del secondo gigante di giornata. Mi resta una banana che inghiotto in pochi secondi, mentre una sfilza di moto e auto rombanti mi sorpassano indifferenti. Capisco che sono passate le 16 e hanno riaperto la strada al traffico motorizzato.
Riparto con un’andatura che è un incrocio tra una camminata media e una camminata blanda, ma pedalata dopo pedalata, arrivo di nuovo lassù, sui pedali, senza forze, ma con immensa personale fierezza. Le gambe sono a pezzi. Me ne accorgo quando provo a salire sul podio sotto l’effige del grande Fausto.
Sono ormai le 17.30, sul passo rimangono pochi eremiti con il loro cavallo d’acciaio, d’alluminio, di carbonio… Ognuno con gli occhi lucidi, il cuore in gola e una sfilza di emozioni che non riuscirà mai a raccontare in modo sensato.
La discesa a Bormio è una formalità. I km totali sono 110, le ore in sella più di 7.
Sognavo il doppio Stelvio da un anno. L’ho fatto. Non lo rifarò…. Almeno credo.

DCIM100GOPRO

Percorso:

Altimetrie:

Stelvio da Bormio
Stelvio da Prato allo Stelvio

Domenica 28/08/16: Torri di Fraele e Laghi di Cancano

1sx2_5Felice e contento gusto la meritata colazione, mentre le gambe mogugnano e si lamentano, ancora tumefatte dai colpi inferti ieri dai due giganti.
Nonostante ciò, seguendo il popolare detto ‘chiodo scaccia chiodo’ ripeto come un mantra ‘salita scaccia salita’. Mi avvio così lungo l’ascesa per il Passo Torri di Fraele, che inizia da Premadio, piccolo paese accanto a Bormio. Sono 10km di ascesa abbastanza regolari. I primi sono immersi nel bosco, mentre la seconda parte è una serpentina scavata nella nuda roccia. Giunto in cima lo spettacolo è mozzafiato. Senza alcuna difficoltà proseguo poi per altri 2km in terra battuta (tranquillamente percorribili con qualsiasi bici) sino ai laghi di Cancano, specchi incastonati nella montagna.
La discesa avviene obbligatoriamente dal medesimo versante.
Tornato a Bormio non mi resta che riprendere il sentiero valtellina percorso venerdì, tornare a Tirano e lasciare che un triste e anonimo treno mi riporti a casa, mentre il mio cuore rimane lassù, su qualche vetta. Prima o poi verrò a riprenderlo.

Percorso:

Altimetria:

Passo Torri di Fraele