Valli e Colline dell’Oltrepo

DISTANZA:
197Km 
DISLIVELLO:
2000m D+
PARTENZA / ARRIVO:
Belgioioso (PV)
Percorso ad anello.
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SALITE AFFRONTATE:
Montalto Pavese – 380m
Passo Carmine – 619m
Bivio Pendezza – 607m

DIFFICOLTA’:*
2
TRACCIATO:*
2
PANORAMI:*
4
ORGANIZZAZIONE:*45

*Valutazioni personali

In una fresca mattina di fine estate, il ritrovo, così come per “Pedalando sotto le stelle“, è posto ai piedi del castello di Belgioioso, piccolo paese in provincia di Pavia.

Il tempo di scaricare le bici, salutare i vecchi amici e siamo pronti a partire. Claudia e io ci avviamo, mentre il sole si leva vermiglio nel cielo. In un sol boccone ci lasciamo alle spalle sia il Ticino che il Po e, i primi 28Km, scivolano rapidi e pianeggianti sotto le ruote.

Ben presto però si fanno avanti le prime colline: Pietra de Giorgi, Mornico e Montalto Pavese che ci convincono a svestire antivento, manicotti e mantellina. 

Il Passo Carmine (619m) non si fa attendere molto e, arrampicandoci tra i vigneti che si perdono a vista d’occhio, incontriamo Elena, Giuseppe, Patrick e Roberto: tutti adornati con la nuova maglia verde della 1001Miglia appena conclusa con successo e sudore. Vedendoli a distanza ho l’impressione siano tanti Peter Sagan di ritorno dal Tour de France di qualche anno fa.


Salendo, le nostre ruote si incrociano con quelle di una gran fondo e lo spirito con il quale si affronta la manifestazione, rispetto al nostro, appare subito diametralmente opposto. Al valico è posto il punto di controllo dove “i due Poldi”, già eroicamente presenti a Penice Vetta in occasione del 200 in notturna di qualche mese fa, ci rimpinzano con panini imbottiti con cura e attenzione.

La strada si mantiene in quota per un po’, inebriata dal profumo di vino novello che si libera leggero nell’aria. La vendemmia è appena iniziata e i trattori, instancabili e sbuffanti, fanno avanti e indietro senza sosta come formichine laboriose.
Purtroppo a risentirne sono le strade che ci troviamo a percorre: quelle che chi ha varcato le soglie dell’Oltrepo ha sicuramente presente: manto stradale a grana grossa, asfalto agricolo e buche tipo fetta di groviera. Se in salita ce la si cava zigzagando come il miglior Alberto Tomba durante uno slalom speciale di Coppa del Mondo, in discesa bisogna affidarsi un po’ alla sorte, alla dea bendata del catrame, sperando di schivare i crateri peggiori e non essere risucchiati dalla strada come ignari esploratori sulle sabbie mobili.

Oltrepassato il lago di Trebecco e la diga del Molato, prendiamo a sinistra per affrontare la penultima asperità di giornata, quella di Pendezza che ci riporta appena sopra i 600m. Con gli occhi sempre vigili ci godiamo la fresca discesa e, dopo una 20ina di chilometri pianeggianti, raggiungiamo il secondo check point di Chignolo Po, dove lo splendido castello troneggia sul paese. Qui troviamo Franco e Graziano, coi quali ripartiamo per gli ultimi 48Km.
Ancora una volta le principali difficoltà sono rappresentate dall’asfalto, che spesso ci costringe a schivare buche e tratti rovinati spostandoci in mezzo alla sede stradale. Il drittone velenoso di Madonna dei Monti è l’ultima difficoltà altimetrica che incontriamo, prima di prendere a girare attorno a Belgioioso come predatori attorno a un branco di gazzelle.

Qualche km di provinciale è l’ultimo ostacolo da superare, prima di tornare all’ombra del castello dove eravamo partiti alle prime luci del mattino.

FOTO:

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