Un Balcone Generoso

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DISTANZA:
118Km
DISLIVELLO:
2900m D+
PARTENZA / ARRIVO:
Porto Ceresio (VA)
Percorso ad anello a parte un tratto comune nella prima e ultima parte.
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SALITE AFFRONTATE:
– Monte Generoso (1202m) – Scheda
– Monte Sighignola – Balcone d’Italia (1302m) – Scheda
DIFFICOLTA’:
4
PANORAMA:
4

DESCRIZIONE:
No, non vi racconterò di una donna prosperosa dal décolleté pronunciato, ma di un giro impegnativo tra Italia e Svizzera che prevede la scalata di due monti da dove si gode uno splendido panorama.

La giornata è uggiosa, umida, grigia, calda. Claudia e io partiamo da casa, incoraggiati dalle previsioni che danno il meteo in miglioramento nel corso della giornata. L’avvicinamento al confine Svizzero non offre particolari spunti, per questo ipotizziamo come punto di partenza e arrivo dell’escursione Porto Ceresio, piccolo e grazioso paese in provincia di Varese, affacciato sul lago di Lugano. Seguiamo verso nord la SS344 e, in poche pedalate, varchiamo il confine a Brusino. Continuiamo tenendo il lago sulla nostra sinistra fino a Riva San Vitale, dove salutiamo momentaneamente le calme e placide acque, per dirigerci verso Mendrisio. In prossimità della stazione cominciano le nostre fatiche. Appena notiamo il cartello “Monte Generoso”, lo seguiamo e iniziamo a prendere rapidamente quota tra le case della cittadina. Superiamo diverse rotonde, dove i cartelli per il monte sono sempre presenti. Man mano la strada si immerge in un fitto e ombreggiato bosco e, con pendenze che si mantengono costanti tra il 7 e il 9%, guadagniamo quota, fiancheggiando i binari del trenino a cremagliera che da Capolago porta in vetta. Attraversati i binari, resta da compiere un ultimo sforzo per arrivare al vecchio albergo Belvedere (strada chiusa da sbarra per vietare il transito alle auto) dove si ha una vista entusiasmante su tutta la vallata. Val la pena anche seguire la strada che, poco più sotto, procede in falsopiano per un breve tratto offrendo diversi scorci sulla valle. Purtroppo per noi, un nuvolone minaccioso e scuro ci scruta sopra i nostri caschetti, così optiamo per non soffermarci troppo, prima che cominci a piovere.

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Recuperate le energie e riempiti gli occhi, siamo pronti per scendere dal medesimo versante e far ritorno a Mendrisio. A Capolago affianchiamo nuovamente lo specchio d’acqua che teniamo sulla nostra sinistra. La strada N.2 che segue la sponda del lago è abbastanza trafficata, ma quasi costantemente è affiancata da una corsia ciclabile che ci permette di pedalare in sicurezza. A Bissone seguiamo le indicazioni per Melide, spostandoci sulla riva opposta.

Arriviamo così a Lugano, città graziosa non troppo affollata. Pedalando lungo la costa e seguendo le indicazioni per Gandria, ci lasciamo alle spalle la città e, con una serie di saliscendi (uno abbastanza impegnativo), raggiungiamo nuovamente il confine e facciamo ritorno in Italia. Poco dopo la dogana italiana, ignoriamo sulla sinistra la galleria e imbocchiamo la strada a destra seguendo le indicazioni “Valsolda – Lungolago”. Ci ritroviamo così su una tranquilla e ombreggiata strada che, tra un saliscendi e l’altro, ci porta verso Porlezza. Poco dopo l’abitato di Cima, quando davanti notiamo una nuova galleria, ci spostiamo sul marciapiede sulla destra che, in pochi metri, diventa una comoda ciclopedonale che ci accompagna fino al grazioso abitato di Porlezza, dove si ha una bella vista sul lago.

Seguiamo ora le indicazioni per Osteno che ci mantengono lungolago e, nel giro di 6Km, iniziamo ad affrontare la seconda fatica di giornata.

270620_11Con una serie di tornanti l’asfalto prende a salire rapidamente. Sono per noi le ore più calde e il sole sembra finalmente avere la meglio. Raggiungiamo l’abitato di Pellio (730m) e il peggio è alle spalle… Per ora! La strada infatti spiana prima e sale dolcemente poi, fino a raggiungere Lanzo d’Intelvi (883m). Alla prima rotonda che incontriamo dopo il cartello del paese, prendiamo a destra seguendo le indicazioni per “Sighignola”. Ora l’asfalto riprende a salire deciso e rimarrà tale per i prossimi 5Km, fino a portarci sul Balcone d’Italia: un vero e proprio trampolino sul lago di Lugano. Nelle giornate serene, la vista è da lasciare senza fiato. Purtroppo, il tasto dolente, sono le condizioni del manto stradale negli ultimi 5Km: parecchio dissestato. Attenzione quindi in discesa, perchè, per tornare a Lanzo d’Intelvi, dobbiamo ripercorrere la medesima strada a ritroso.

Fatto ritorno all’abitato, prendiamo ora a destra in direzione “Valmara – Svizzera”. La discesa, inizialmente scorrevole, si fa poi impegnativa e tecnica in prossimità della dogana Elvetica di Arogno con una serie di tornanti ravvicinati a mo di cavatappi. Vista la pendenza, fortuna che siamo in discesa! Facciamo così ritorno sul lago di Lugano, che per due volte oggi abbiamo ammirato dall’alto, in prossimità di Maroggia, dove una curiosa abitazione con delle statue di ferro attira la nostra attenzione.
270620_20Per fare ritorno al punto di partenza non ci resta che tenere il lago sulla nostra destra, raggiungere Capolago, superare i binari della ferrovia e far ritorno a Porto Ceresio rientrando in Italia dalla dogana di Brusino, dove eravamo “espatriati” qualche ora prima.

Per gustare al meglio il giro è bene accertarsi che il meteo preveda una giornata serena: la sera sarete stanchi, ma appagati!

FOTO:

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