Quarna batte un po’ di sole…

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…dove ci contavi un po’
E la vita è un po’ più forte del tuo dirle “ancora no”
Quarna la ferita brucia la tua pelle si farà
Sopra il giorno di dolore che uno ha…

Sarebbe una bella canzone di sottofondo quella di Ligabue per affrontare le rampe che portano a Quarna Superiore, ma andiamo per ordine e grado.

E’ domenica mattina e il cielo ancora gonfio di pioggia dalla notte scorsa, ci da il benvenuto con una distesa di nuvoloni grigi e pesanti. L’aria è tagliente, anche se non fa troppo freddo.
Claudia e io ci avviamo da casa alle 9 inoltrate, dopo aver cambiato la nostra destinazione odierna proprio per via delle dubbie e incerte previsioni meteo.
Giunti però a Somma Lombardo, lo scenario cambia con il cielo che si sveste del drappo di nuvole e lascia spazio a un piacevole sole che ci scalda le spalle. Guardiamo con stupore e incredulità le nostre ombre sull’asfalto ancora umido, mentre raggiungiamo Sesto Calende. Proprio Sesto Calende, raggiungibile il treno, potrebbe essere il punto di partenza per questa escursione.
Oltrepassiamo il ponte lungo il Ticino e facciamo il nostro ingresso in Piemonte. Proseguiamo tra i facili saliscendi della SS33 lungolago fino a raggiungere Feriolo dopo 33Km (54Km per noi). Giunti alla rotonda dove sulla destra troviamo il “Bar del Gallo”, lasciamo la strada che stiamo percorrendo e prendiamo a sinistra seguendo le indicazioni per Gravellona Toce.

Dopo circa 3,5Km, in prossimità di una rotonda, ignoriamo le indicazioni a sinistra per Omegna (ci troveremmo su una strada vietata alle bici) e proseguiamo dritti seguendo ancora le indicazioni per Gravellona Toce. Oltrepassiamo il torrente Strona e, appena entrati nell’abitato, prendiamo a sinistra Corso Roma seguendo finalmente per Omegna. Ci manteniamo su questa strada, proseguendo sempre dritti, affiancati dal Mottarone e i suoi amici che ci scrutano attentamente.

Percorsi 43Km, superati 4 balzi in leggera salita, ecco materializzarsi le prime abitazioni. Giunti a un semaforo, notiamo sulla destra le indicazioni per Quarna. Pur essendo la nostra meta prediletta di giornata, le ignoriamo e procediamo verso il centro cittadino per concederci un caffè. In questo periodo dell’anno Omegna è ancora vivibile e non ancora preda dei turisti che affollano i vicoli del centro.

Rigenerati, ripartiamo tenendo il lago sulla nostra sinistra. Qui iniziano le nostre fatiche di giornata perché, anche senza delle rampe impegnative, l’asfalto comincia a salire. Alla prima rotonda che incontriamo, abbandoniamo la SP46 del lago e prendiamo a destra, questa volta seguendo le indicazioni per Quarna. Da subito l’ascesa si fa più impegnativa con pendenze medie che si attestano costantemente intorno all’8%. In generale la strada, che alterna tratti di bosco a scorci sul lago sempre più distante, sale abbastanza regolare, pur mettendoci a dura prova con alcuni tratti al 10/11%.
Con una serie di tornanti ravvicinati, dopo 7Km raggiungiamo Quarna Sotto a quota 772m. Riempiamo le borracce a una fontana e ripartiamo. Negli ultimi 2Km l’ascesa si ammorbidisce un po’ fino a cedere in prossimità del paese Quarna Sopra. Prima di inoltrarci verso il belvedere (raggiungibile seguendo i cartelli), ci addentriamo per un giro tra i viottoli alla ricerca dei dipinti sulle facciate delle case. Ne notiamo diversi, uno più bello e suggestivo dell’altro. Decidiamo infine di spostarci verso il belvedere: per farlo si scende leggermente per qualche centinaio di metri, per poi risalire e riportarci agli 860m finali.
Raggiungiamo il parcheggio, dove anche l’asfalto si esaurisce, scendiamo dalle bici e, a piedi, raggiungiamo la splendida vista su Omegna e sul lago d’Orta. Da brividi (anche per l’aria che soffia incessante). Il posto è da lasciare senza fiato e ringraziamo sentitamente l’amico Franco per avercelo segnalato.

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Rinfrancati nell’animo e raffreddati nel corpo, ci vestiamo e ci lanciamo nella bella discesa che, causa di forza maggiore, è quella da dove siamo appena saliti.
Tornati sulle sponde del lago e ripresa a destra la SP46, le fatiche non sono finite perché ci attendono 5Km di pedalabile salita per raggiungere l’abitato di Cesara.
A San Maurizio D’opaglio avremo ormai percorso 75Km. Salutiamo così l’Orta e proseguiamo in direzione Borgomanero, che raggiungiamo dopo 87Km. Proseguiamo per la via lastricata del centro, fino a raggiungere la caratteristica facciata della chiesa di S. Bartolomeo. Qui prendiamo a sinistra, oltrepassiamo i binari della ferrovia e proseguiamo sulla SP32 seguendo le indicazioni per Gattico. Le fatiche non sono terminate, perché la strada ricomincerà a salire tra le colline novaresi. Raggiunto l’abitato di Gattico possiamo finalmente tirare il fiato: la SP32, che seguiremo quasi fino alla fine del giro, andrà via via perdendo quota. Ci lasciamo alle spalle gli abitati di Cascina Sottomombello, Campagnola e Cascina Malpensa, per poi ricongiungerci con la SS33 del lago Maggiore e fare ritorno alla stazione di Sesto Calende, dopo 103Km.

Per noi, invece, il tragitto va diversamente: lasciato alle spalle Borgomanero, decidiamo di inoltrarci nella profonda pianura novarese, dove un fastidioso vento contrario ostacola la nostra marcia. Passiamo Cameri e Galliate, per fare poi ritorno in Lombardia attraverso il ponte di Turbigo e rincasare dopo 165Km, con le gambe stanche e le emozioni di quella splendida vista ancora negli occhi.

Il percorso – Scarica il file.gpx
Altimetria Quarna Sopra
Il nostro itinerario

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