#AlpInBici (2a Parte): le tappe

1a: BINASCO – MILANO – CLARO

1Lunghezza: 23km + 10km
Mappa Percorso: Bellinzona – Claro
Altimetria: Binasco – Milano / Bellinzona – Claro
Passi: –
Dislivello (salita): 323m

E’ il giorno della partenza. Fa un gran caldo, la bici è ormai pronta e io… Quasi. Mi capita un imprevisto poco prima di avviarmi verso la Stazione Centrale di Milano che mi costringe a optare per un treno successivo. Parto finalmente e, dopo una 10a di km, mi rendo conto di aver dimenticato le borracce sul tavolo di casa (dimenticanza da niente visto il clima 🙂 ). Rimedio passando da un negozio. Giungo a Bellinzona che sono ormai le 18. Da Bellinzona a Claro ci si impiega poco tempo e la strada non presenta difficoltà. Mi sistemo al camping Al Censo. Giusto il tempo di montare la tenda e si scatena il finimondo. Cala il sipario sul primo giorno mangiando sotto una tettoia di fortuna, osservando nuvole pesanti cariche d’acqua.
Raggiungendo Bellinzona di prima mattina si può tranquillamente unire la prima tappa con la seconda.

2a: CLARO – HOSPENTAL

2Lunghezza: 75km
Mappa Percorso: Claro – Hospental
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Passi: San Gottardo (2108m)
Dislivello (salita): 2155m

Si comincia a salire! Fino alla cittadina di Airolo la strada è tutta in leggera ascesa. Niente di complicato intendiamoci, ma il gran caldo (dopo la pioggia notturna) rende tutto più sfiancante. Non c’è molto traffico, complice il fatto che è sabato mattina. Raggiungo Airolo dopo 52km e riempio le borracce a una fontana dove incontro diversi ciclisti coi quali mi fermo a chiacchierare dei reciproci viaggi e avventure. In particolare ne incontro 3, anche loro di Milano, in fuga dalla città per un week-end tra i monti Svizzeri. Scopro che alloggeremo al medesimo ostello (Jugendherberge – che consiglio). Ci diamo appuntamento per la serata e inizio la spettacolare ascesa lungo la “Raubaix delle Alpi”. Caratteristica infatti del Passo del San Gottardo è quella di avere il fondo stradale fatto di pavè. E’ incantevole voltarsi a guardare la serpentina di mattoncini. Lo spettacolo fa presto dimenticare la salita e i sobbalzi ai quali si è sottoposti. Per la discesa a Hospental invece conviene optare per la strada nuova con fondo asfaltato.

3a: HOSPENTAL – BRIGA

3Lunghezza: 96km
Mappa Percorso: Hospental – Briga
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Passi: Furka (2431m), Grimsel (2165m)
Dislivello (salita): 1716m

Fatta una buona colazione all’ostello e salutati gli amici incontrati lungo la strada, mi avvio verso i ghiaccai. In pochi km da Hospental si arriva a Realp e qui inizia la decisa salita del Furka tra pascoli verdi e cascate che distraggono dalla fatica. Bella la discesa che costeggia la vecchia ferrovia fino a Gletsch, dove, rifornite le borracce a una fontana, inizia l’ascesa verso il Passo Grimsel. E’ una salita improvvisa e costante, ma che si esaurisce in 6km. Dal Passo Grimsel si giunge allo spettacolare lago, dove consiglio vivamente di allungare la strada di altri 6km (fatti di salita a discesa) per imboccare la strada a senso alternato (regolata da un semaforo che scatta ogni 45′) che porta ai piedi del ghiacciao dell’Oberaarsee. Un luogo fuori dal tempo e dal Mondo! Indescrivibile per la sua bellezza. Non preoccupatevi per il senso alternato: bici e auto ci passano tranquillamente. Ritornato a Gletsch, imbocco la strada per Briga che, dopo la prima fase di discesa, alterna continui saliscendi conditi da una bella grandinata.
Briga è una città dove non è facilissimo orientarsi e destreggiarsi in bici, ma alla fine mi raccapezzo e trovo sistemazione presso il camping Geschina, non troppo distante dal tranquillo centro cittadino che ho visitato in serata.

4a: BRIGA – MARTIGNY

4Lunghezza: 95km
Mappa Percorso: Briga – Martigny
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Passi: –
Dislivello (salita): 393m

Oggi niente passi in programma, diciamo che può essere considerata una tappa di trasferimento. Lasciata Briga alle spalle, raggiungo Visp percorrendo strade alternative e parallele alla più affollata statale. Da Visp noto i cartelli della ciclovia Eurovelo 1, la ciclovia del Rodano che seguo più o meno continuativamente sino a Martigny. Più o meno perchè di tanto in tanto la perdo e la ritrovo, dato che non è sempre segnata alla perfezione, ma quanto meno l’obbiettivo di evitare la statale è raggiunto. La ciclovia del Rodano si snoda parallelamente al corso dell’omonimo fiume, della statale e della ferrovia. Attraversa piccoli paesi agricoli, allevamenti e fabbriche locali. Non vi sono difficoltà altimetriche, giusto qualche breve saliscendi. Per la notte mi sistemo al TCS Camping, posizionato ottimamente per la tappa di domani, non troppo distante dal centro e accanto a un piccolo supermercato Coop per fare spesa.

5a: MARTIGNY – AOSTA

5Lunghezza: 83km
Mappa Percorso: Martigny – Aosta
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Passi: Gran S. Bernardo (2473)
Dislivello (salita): 2170m

Oggi si riprende a salire… E anche parecchio. Il dislivello in salita di fine giornata recita infatti 2170m e i km di ascesa saranno oltre 40!
Parto di buon’ora, pur sapendo che probabilmente la strada federale Svizzera (unica soluzione per raggiungere il Passo) sarà probabilmente affollata. Non più di tanto invece, anche perchè all’incrocio coi vari paesini abbandono la strada e opto per passare tra le case di pietra dei vari centri abitati. E’ possibile farlo diverse volte e i vantaggi sono molteplici: niente traffico e possibilità di rifornire le borracce. Inoltre in un paio di occasioni si possono prendere delle ciclabili ben segnalate che alla fine si ricongiungono alla strada principale. Fino ad Orsiere la salita è semplice e si snoda tra alberi di albicocche e bancarelle locali che le vendono. Superata Orsiere con un ampio tornante la salita si fa più ardua e il traffico via via più rado. A 13 km dal passo inizia una lunghissima galleria paravalanghe di 6km. Come ogni ciclista, non amo le gallerie, ma questa fa eccezione: primo perchè è una galleria aperta che permette di ammirare il panorama e secondo perchè permette di beneficiare di un po’ d’ombra. Verso la fine della galleria la strada si divide: da una parte il traforo, dall’altra il Passo. Ovviamente prendo la seconda e iniziano gli ultimi 6 terribili km: al sole tra rocce rossastre e con pendenze costanti intorno al 9/10%. Un’agonia, ma alla fine, come Napoleone nel 1800, conquisto il Passo! La discesa è rapida e in poco tempo sono ad Aosta dove vengo investito da un acquazzone. Mi sistemo presso il Camping International di Sarre, poco dopo Aosta. Unico vantaggio: è vicino a un supermercato.

6a: AOSTA – SEEZ

6Lunghezza: 79km
Mappa Percorso: Aosta – Seez
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Passi: Piccolo S. Bernardo (2188)
Dislivello (salita): 1755m

La notte è trascorsa tra un piovasco e l’altro. Mi metto in marcia di prima mattina. La statale non è molto trafficata, merito probabilmente della vicina autostrada. Si fiancheggia il corso della Dora Baltea, dove sorgono numerosi i centri per praticare rafting. Davanti si staglia l’imponente Monte Bianco, mentre lungo il percorso si incontrano diversi paesi capeggiati da un castello. Se si ha voglia, aggiungendo un po’ di salita e km, si possono visitare. Si passano anche diverse gallerie che però non creano problemi. Dopo circa 30km di saliscendi si raggiunge Pre’ Saint Didier (quota 1000m). Restano 23 km di ascesa: i primi 10 conducono ai 1500m di La Thuille. La salita è molto regolare inizialmente, poi addirittura la strada spiana. Anche i successivi 13km che conducono al Passo sono molto regolari, senza strappi. A rendere più difficile la mia marcia è però il forte vento freddo e contrario che mi spira in faccia, ma quanto meno in cielo fa la sua comparsa un timido sole.
La discesa verso Seez è lunghissima e leggera, anche se l’asfalto non sempre è in perfette condizioni. Mi sistemo al camping Le Versoyen, poco dopo Seez, ma comodo per il vicino supermercato.

7a: SEEZ – MODANE

7Lunghezza: 94km
Mappa Percorso: Seez – Modane
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Passi: Col de l’Iseran (2770)
Dislivello (salita): 2297m

Lascio il camping e risalgo sino a Seez. Sorpassato il bivio per il Piccolo San Bernardo dal quale sono sceso ieri, inizia la “Route des grandes alpes”, come indica il cartello. Fa fresco e i primi 25/30km sono quasi totalmente all’ombra. Inzialmente si affrontano diversi saliscendi, poi la salita comincia a farsi più decisa. Anche oggi si passano diverse gallerie e, a differenza degli altri giorni, in alcune è bene avere almeno il faretto posteriore. Arrivo così alla diga di Tignes e dopo altri 10km di saliscendi, giungo a Val d’Isere (1800m). Al passo restano 16km, ma l’ambiente boschivo della prima parte diventa un vago ricordo. A dominare sono i colori: dei fiori, delle rocce, delle montagne… Uno spettacolo che conquista e muta a ogni giro di ruota. Le pendenze non sono impossibili, ma da Seez sono comunque 48km di ascesa più o meno continui. All’arrivo in vetta la soddisfazione è grande! Il premio è una buonissima torta ai mirtilli nel rifugio. Mi getto poi in discesa, piuttosto tecnica nella prima parte per via dell’asfalto rovinato dal vento e dal freddo. Vento, ecco. Bisogna tenere presente che al 99% il vento spira in senso contrario e che bisognerà percorrere altri 2/3km di salita per il Passo della Maddalena per cui, dopo la prima parte di discesa, ci sarà da faticare nonostante la pendenza favorevole. Per questo personalmente accorcerei un po’ la tappa e opterei per una soluzione diversa dal campeggio visto che si è abbastanza in alto. In alternativa stringerei i denti e proverei a tirar dritto sino a Modane. Io mi fermo al camping Val d’Ambin, un po’ prima di Modane. E’ pulito, carino e ben tenuto, ma isolato da tutto e senza grosse soluzioni di rifornimenti di cibo.

8a: MODANE – BRIANCON

8Lunghezza: 103km
Mappa Percorso: Modane – Briancon
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Passi: Col du Telegraphe (1570), Col du Galibier (2646)
Dislivello (salita): 2412m

Durante la notte la temperatura è scesa a soli 3°! Risultato: ho dormito poco o nulla e mi sono congelato, nonostante indossassi tutto quello che avevo a disposizione. Altri campeggiatori hanno optato per andare a dormire in auto.
Parto dunque coperto all’inverosimile, tipo pupazzo di neve, nonostante il sole mattutino, ma nella notte mi sono davvero ibernato.
Raggiungo la graziosa Modane dopo poco e, dopo altri 13km privi di interessi, giungo a Saint Michel de Maurienne (prestare attenzione nei 13km che l’autostrada in Francia è segnalata in blu!). Da qui, con una secca svolta a sinistra, inizia la salita per il Telegraphe: 12 km tra il 6 e l’8%. Salita da non sottovalutare dunque! Resa un po’ più semplice da vari tratti d’ombra. La discesa dal Telegraphe dura solo 5km che portano a Valloire, graziosissimo paese che potrebbe fungere da base nel caso si decidesse di dividere la tappa in due, magari accorciando quella del giorno precedente.
Io mi limito a rifornire le borracce e proseguo per l’infernale Galibier. Il primo km parte subito tosto, mentre i successivi 8 sono pedalabili, ma non vanno presi di slancio perchè gli ultimi 10 sono terribili: gli alberi scompaiono lasciando spazio solo a roccia nera e asfalto bollente. Un inferno al contrario: più si sale verso il cielo, più diventa incandescente!
Le ultime rampe sono da capogiro (attenzione che alla vista del tunnel, da non prendere, manca ancora 1km di salita), ma giunto in vetta l’emozione è immensa.
La prima parte di discesa è tecnica, ma poi si fa molto più piacevole. Dopo circa 1km di discesa è possibile fare una sosta al monumento eretto per l’ideatore del Tour de France.
Memore della notte in bianco appena passata e trovandomi ancora abbastanza in alto (1300m), giunto a Briancon decido di optare per un tetto. Imbocco la strada che conduce al Monginevro e mi fermo dopo pochi km al paese “La Vachette”, dove trovo alloggio a La Vieille Ecurie, piccolo albergo e ristorante che a un prezzo onesto offre una camera semplice e prima colazione. Buonissima la cucina e staff simpaticissimo!

9a: BRIANCON – GUILLESTRE

9Lunghezza: 76km
Mappa Percorso: Briancon – Guillestre
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Passi: Monginevro (1854), Col d’Izoard (2361)
Dislivello (salita): 2069m

Quella di oggi l’ho ribattezzata la giornata degli obelischi, ma andiamo per ordine. Dopo una notte in un comodo letto, lascio le borse a La Vieille Ecurie e, completamente scarico e leggero, mi avvio verso il Monginevro. Da La Vachette, la salita misura 8km e spicci, abbastanza regolari e con qualche tratto di respiro. In un ambiente boschivo si giunge in cima. In vista del tunnel, si svolta a sinistra passando per il paese e giungendo all’obelisco eretto in onore di Napoleone. Sono a pochi metri dall’Italia, ma non sento nostalgia, così volto la bici e scendo dallo stesso versante della salita. Recuperate le borse e salutati i gestori del piccolo albergo, scendo sino a Briancon.
Se non si vuole scalare il Monginevro, conviene passare la notte proprio a Briancon, che risulta già sulla strada per l’Izoard.
La salita per la seconda asperità di giornata misura ben 19km, ma a parte il primo davvero duro, successivamente propone pendenze pedalabili, qualche falsopiano e un tratto di discesa. Tutto ciò vale sino all’abitato di Le Laus (ultima possibilità di rifornire le borracce), a 8km dalla vetta, dove le pendenze cambiano decisamente e si attestano costanti intorno all’8%. A 1km dal valico, al rifugio Napoleone, l’ambiente cambia totalmente: la vegetazione sparisce e le montagne si tramutano in immense dune. In quell’ambiente quasi desertico, raggiungo il secondo obelisco di giornata. Foto di rito e via in discesa. Dopo pochi km, con un breve tratto di salita, si arriva in un luogo sovrannaturale: la “Casse Deserte”, una specie di canion fatto di pinnacoli e rocce modellate dal vento. Su uno di questi pinnacoli è possibile notare un ricordo a Coppi e Bobet. La discesa tende poi ad addolcirsi e, come più o meno ogni giorno, mi imbatto nel “fattore vento” che mi spira dritto in faccia. Attraverso una splendida strada scavata nella pietra, che segue il corso del Guil, giungo a Guillestre. Il paese è davvero grazioso e io opto per sistemarmi nel camping più vicino al centro, con l’unico vantaggio di essere comodo per rifornirmi e fare un giro serale in centro.

10a: GUILLESTRE – BARCELONETTE

10Lunghezza: 52km
Mappa Percorso: Guillestre – Barcelonette
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Passi: Col de Vars (2111)
Dislivello (salita): 1215m

E’ domenica e così ho disegnato la tappa più corta del mio viaggio. “Solo” 52km, ma con il Vars da scalare. Nel camping di Guillestre ho fatto amicizia con una cicloturista svizzera, anche lei in viaggio tra alpi e giornate più pianeggianti. Come me, anche lei oggi scalerà il Vars, mentre poi opterà per il “più facile” Cayolle. Poche pedalate e la salita comincia decisa, con pendenze che arrivano sino al 9%. Il colore predominante è il verde: dei prati e dei pini, dai quali spuntano rocce modellate dal tempo. Dopo 4km incontro per l’ultima volta la cicloturista svizzera. Ci salutiamo e ci auguriamo buon viaggio a vicenda. Nonostante le dure pendenze, il Vars offre diversi tratti d’ombra. Col passare dei km la salita perde mordente fino a raggiungere tre paesi quasi consecutivi, per poi riprendere a farsi più decisa.
Gli alberi si fanno più radi, lasciando spazio solo ai prati verdeggianti. A 2km dal passo, non difficili, si arriva a un nuovo rifugio Napoleone, con uno splendido laghetto come sfondo.
La discesa sul versante opposto è scorrevole e noto subito un ambiente più aspro. Scendendo noto due curiosità: sulla sinistra fanno la loro comparsa degli strani pinnacoli neri, che scopro poi essere del materiale roccioso eroso. La seconda curiosità è l’abitato di Melezen, con quasi tutti i tetti delle case di lamiera!
Si entra così nella valle dell’Ubaye, con l’omonimo, vispo, torrente che supero più volte.
Arrivato a Jausieurs potrei fermarmi (risulterebbe più comodo per la tappa di domani), invece preferisco fare qualche km in più è giungere nelle graziosa Barcelonette, dove vi sono 2 camping poco distanti dal centro del paese.

11a: BARCELONETTE – ISOLA2000

11Lunghezza: 91km
Mappa Percorso: Barcelonette – Isola2000
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Passi: Col della Bonette (2802)
Dislivello (salita): 2984m

E’ il gran giorno! Quello che attendo da 2 anni. La Bonette l’ho sognata e inseguita, tante volte. Oggi posso finalmente provare a conquistarla! Non riesco a stare in tenda e così alle 7.30 sono già in sella, direzione Jausieurs che raggiungo dopo 10km. Il cielo è sereno, il sole pian piano si desta e inizia qui “La strada più alta d’Europa” (così recitano a più riprese vari cartelli) . L’ascesa “verso il cielo” (così mi è stata descritta da tutti) è infinita: 24km. I primi non sono duri: pendenze tra il 5 e 7% incastonati nella roccia e nella vegetazione. A dare veramente noia sono le mosche: un’infinità! Mai viste così tante in vita mia. Alla fine finisco per desistere e ignorarle. Km dopo km la vegetazione mi saluta e rimangono solo roccia e erba da prato. Poche (anzi nulle) le possibilità di rifornimento lungo l’ascesa… Regolatevi (ci sarebbe un bar a quota 2000, ma nel mio caso era chiuso). A quota 2000 raggiungo un bel laghetto che mi lascio presto alle spalle. Arrivo a 2500 e la fatica comincia a farsi sentire, anche perchè le pendenze si fanno via via più severe. Anche l’erba scompare, lasciando spazio a un paesaggio lunare e spettrale, ma la sensazione è esattamente quella descritta da tutti: scalare il cielo! Nella mente rimbomba “Starway to heaven”. Gli ultimi km sono infiniti, soprattutto l’ultimo: un’autentica rampa di garage. Tengo duro e alla fine arrivo lassù, in contemplazione dell’infinito. Gioia indescrivibile!
La discesa è bella e veloce. Passo un paese fantasma (forse militare) in rovina, per poi raggiungere Saint Etienne de Tinee, dove posso finalmente rifornirmi. Da qui a Isola è possibile percorrere una bella ciclabile in leggera discesa.
Qui è necessario aprire una parentesi e chiedersi cosa si vuole fare: se si vuole tirare dritto verso il mare e saltare la Lombarda, non conviene puntare a Isola2000, ma fermarsi a Isola o poco dopo. Se si vuole scalare la Lombarda, entrare in Italia e da lì puntare al mare si può optare per fermarsi a Isola (o nei pressi) e il giorno seguente scalare la Lombarda (consigliato) o arrivare a Isola2000, alloggiare in albergo (non vi sono campeggi a Isola2000) e il giorno dopo completare l’ascesa. Personalmente non ho in mente nè una nè l’altra ipotesi, ma opto per la seconda soluzione. Va tenuto presente in tal caso che vi sono altri 21km di salita (i primi 3 terribili) e un dislivello totale di giornata di 3000m!!! Da dolori alle gambe insomma.

12a: ISOLA2000 – VENTIMIGLIA

12Lunghezza: 149km
Mappa Percorso: Isola2000 – Ventimiglia
Altimetria: Clicca qui Nell’altimetria manca l’ascesa e discesa da Isola2000 al Col della Lombarda: 4,5km di ascesa e altrettanti di discesa
Passi: Col della Lombarda (2351), Col St Martin (1500), Col de Turini (1607)
Dislivello (salita): 3213m

Dovessi ripercorrere il mio giro, questa è l’unica tappa che cambierei, almeno parzialmente. Un po’ per la lunghezza e soprattutto per il percorso. Ma vado per ordine: quello che avevo in mente era scalare la Lombarda all’alba. Per questo ho optato per salire il giorno prima sino a Isola2000. La scelta mi ripaga appieno, proponendomi un spettacolo unico: il primo sole che carezza le vette alpine e le colora. Spettacolo indescrivibile.
Avessi la bacchetta magica e potessi ripensarci col senno di poi, opterei per scendere dalla Lombarda dal versante Italiano e raggiungere Ventimiglia scalando il Colle Tenda (Percorso che seguirei). Invece, lette le descrizioni dello sterrato Colle Tenda, ho optato per scendere dallo stesso versante francese, tornare a Isola e raggiungere Ventimiglia tramite il Col St. Martin e il Cole de Turini. Il primo non offre particolari attrattive e sale regolare, mentre il secondo ha un’ascesa spettacolare dal punto di vista paesaggistico, ma la discesa è la peggiore incontrata nel mio viaggio, con tratti che rasentano lo sterrato… Per questo scrivo che opterei per il mitico Colle Tenda.
Ad ogni modo, superato il Turini, rientro in Italia affrontando la quarta salita di giornata (breve ma che dopo tante ore in sella si fa sentire). Mi ripeto che sono le ultime fatiche di giornata e stringo i denti. Il mare sembra non materializzarsi più, ma alla fine arrivo a lui. Punto dritto alla spiaggia con bici, borse, tenda, sudore e fatica. Tutto si scioglie tra le onde.

13a: VENTIMIGLIA – ALBENGA – PAVIA – BINASCO

13Lunghezza: 96km (76 + 20)
Mappa Percorso: Ventimiglia – Albenga / Pavia – Binasco
Altimetria: Clicca qui
Passi: –
Dislivello (salita): 844m

Ho trascorso la serata in riva al mare, quel mare che ho raggiunto passando dalle vette più alte. Ancora non mi rendo conto.
Smonto presto la tenda, potrei prendere il treno a Ventimiglia, raggiungere Albenga e da lì la coincidenza per Pavia. Invece ho voglia di pedalare, in riva al mare, respirando il suo sapore. Mi avvio e da Sanremo imbocco la bellissima ciclabile, percorsa anche durante il Giro d’Italia, che mi conduce sino a San Lorenzo al mare. Bellissima! Lontana dalle auto che percorrono l’Aurelia. A San Lorenzo però sono costretto a tornare sulla statale, ma il caso vuole che incontri un gruppo di cicloturisti Polacchi coi quali percorro buona parte della strada sino ad Albenga. 3 facili saliscendi sono l’unica difficoltà di oggi. Sono in abbondante anticipo, ma l’ora della partenza pian piano arriva. Volgo un ultimo sguardo e un saluto al mare. Raggiungo Pavia (tra ritardi di giornata e cambio treno) che sono ormai le 19. Gli ultimi 20km sono davvero emozionanti: un ritorno a casa, dopo un mese di viaggio diviso da un anno, dopo aver superato oltre 30 passi alpini, dopo aver raggiunto il mare. Le difficoltà, i momenti bui, quelli di sconforto sono un ricordo sbiadito. Ora sono finalmente a casa!

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